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Bernard Waber
Suzy Lee (ill)
Houghton Mifflin Harcourt, NY, 2015
3+
Per gli appassionati di Suzy Lee, e non solo, vi presentiamo un albo scritto da Bernard Waber, importante autore americano ancora non tradotto in Italia, che potrebbe forse trovare spazio nel mercato nazionale con questo titolo illustrato per l’appunto da Suzy Lee.
Il testo è semplice, delicato, l’apporto iconico fondamentale a dargli corpo e carattere, a rafforzarne il messaggio. La combinazione di parole e immagini, il senso delle une e delle altre, il narrare duplice, producono un racconto equilibrato in cui apparentemente si dice poco, ma nella sostanza si dice tanto. Soprattutto, si dice di un legame fra un padre e una figlia che si scopre pagina dopo pagina, molto nel non detto, a partire da una domanda semplice che la bambina rivolge al suo babbo: “Chiedimi cosa mi piace”. Un espediente per conoscersi e scoprire quanto si sa l’uno dell’altra.
Questo tenero viaggio nella quotidianità inizia nel libro fin dal risguardo, che è poi l’ingresso di casa dove un padre e una figlia si preparano per uscire, e prosegue nel frontespizio, sull’uscio di casa anticipato da qualche gradino e dall’idea di un giardino. Suzy Lee disegna uno spazio fisico, gioca ancora con la struttura del libro per condurre i protagonisti e i lettori dall’interno della casa all’esterno, verso un parco addobbato d’autunno, che è un vero e proprio mondo delle meraviglie, così vicino, però, da poterci entrare davvero, tanto è reale. Le scelte iconiche giocano continuamente col testo:
Chiedimi cosa mi piace.
Cosa ti piace?
Mi piacciono i cani. I gatti. Le tartarughe. Mi piacciono le anatre.
Le anatre nel cielo? O le anatre nell’acqua?
Mi piacciono le anatre nel cielo. No, nell’acqua. Mi piacciono sia nel cielo che nell’acqua.
Chiedimi cos’altro mi piace.
Cos’altro ti piace?
Mi piacciono le rane. Mi piacciono le rane che nuotano. E le rane che saltano.
Ed ecco allora comparire sulle pagine le atmosfere e i luoghi, gli animali, gli insetti, il grande e il piccolo, le giostre e i carretti del gelato. A parole semplici strumenti semplici… illustrazioni disegnate al tratto con l’uso di pastelli, colori d’autunno (in prevalenza gialli e rossi), e un mare di foglie che immaginiamo scricchiolare. Alla fine della passeggiata rientriamo in casa, nella sua camera la bambina porta qualche ricordo della giornata.. foglie, piccoli frutti. Si è accertata che il babbo si ricordi del suo compleanno, si è rassicurata di essere per lui ciò che più conta al mondo, ciò che più può piacergli, infine gli chiede l’ultimo regalo della giornata: il bacio della buonanotte. 
L’ultimo risguardo al sogno: un volo di lucciole.
[daniela melis]
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